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Hideout Studio Milano

Hideout Studio Milano

Il suono, dalla prima presa all’ultimo ascolto.

Registrazione, mix, mastering e trasferimenti d’archivio, in via Plinio a Milano.

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Fotografia d’archivio: una cantante in piedi accanto a un pianoforte canta davanti a un microfono a stelo, in uno studio di registrazione degli anni Trenta.
Una cantante al National Recording Studio di Washington, 1935 circa. Foto Harris & Ewing, Library of Congress.

Uno studio costruito attorno all’ascolto

HIDEOUT STUDIO MILANO è uno studio di registrazione, mix e mastering pensato per seguire un progetto dall’inizio alla fine: la ripresa in sala, il mix in regia, il mastering e un ultimo ascolto su un impianto domestico di alta gamma, in una stanza dedicata.

Regia
Console Avid S4 a 24 fader, Pro Tools Ultimate, due rack di outboard analogico e quattro sistemi di monitor.
Sala di ripresa
Venti preamplificatori pronti, mix in cuffia indipendenti per i musicisti, talkback e ascolto di ritorno verso la regia.
Sala di riferimento
Un impianto hi-end domestico, per sentire il lavoro come lo sentirà chi lo ascolta a casa.
Zona d’archivio
Accanto alla sala di ripresa e separata acusticamente: bobine, cassette, DAT, MiniDisc e vinili.
Fotografia d’archivio: un uomo in giacca regola due giradischi accanto a un ricevitore radio portatile con altoparlante.
Ascolto di dischi su due giradischi e un ricevitore portatile, Washington, 1931. Foto Harris & Ewing, Library of Congress.

Come lavoriamo

Lo studio è ibrido per scelta: l’analogico dove dà carattere, il digitale dove dà precisione e richiamo. Il resto è metodo.

L’analogico dove si sente

Outboard e somma analogica per il carattere del suono; Pro Tools Ultimate per il montaggio, il richiamo delle sessioni e le consegne.

Ogni configurazione si richiama

Una patchbay a controllo digitale collega tutto l’outboard: ogni modo di lavorare si richiama in un istante, uguale alla volta precedente.

Un ascolto allineato

Quattro sistemi di monitor allineati in livello e un solo controllo di volume: si confronta il mix, non il diffusore più forte.

Nessun lavoro senza copia

Salvataggi automatici durante la sessione, backup verificato a fine giornata e una copia indipendente in cloud.

Ogni collegamento dello studio è documentato in un manuale tecnico: quando si lavora, si pensa alla musica, non ai cavi.

Fotografia d’archivio: cinque musicisti con chitarre e mandolino suonano davanti alle trombe di una macchina per incidere dischi, in una sala del 1920.
Il Crescent Trio con Ferera e Franchini incide un disco, 9 dicembre 1920. Library of Congress.

Che cosa possiamo fare

Un progetto completo, dalla ripresa alla consegna, oppure una sola fase: solo il mix, solo il mastering, solo un archivio da salvare.

Registrazione

Band dal vivo fino a venti canali, sovraincisioni, voci e strumenti acustici.

Mix

Nel computer, con l’outboard in insert, oppure con somma analogica su otto stem stereo.

Mastering

Catena analogica dedicata; master per la distribuzione digitale e per CD.

Stem e consegne

Stem stampati, file WAV a 24 bit, sessioni Pro Tools pronte per altri studi.

Digitalizzazione

Bobine, cassette, DAT, MiniDisc, CD e vinili, con cura per gli originali di valore.

Ascolto e revisione

Sessioni d’ascolto in sala di riferimento, per decidere sul risultato finale.

Il percorso di un progetto

  1. Ripresa in sala, con mix in cuffia
  2. Mix in regia, con l’outboard
  3. Mastering sulla catena dedicata
  4. Ascolto in sala di riferimento
  5. Consegna di master, stem e sessioni

Per chi

Artisti e band, produttori, etichette, archivi e collezionisti.

Formato di lavoro

48 kHz e 24 bit in Pro Tools Ultimate; le sessioni da altri studi si importano e si riassegnano.

La dotazione

Venti preamplificatori, due rack di outboard, somma analogica API, una catena di mastering sempre cablata e le macchine per nastri e dischi.

Ripresa e mix

Microfoni

  • Neumann M149 Jubilee
  • Neumann U 87 Ai
  • Neumann U 47 FET
  • Flea M251, valvolare
  • Schoeps CMC 6 + MK 4, coppia
  • Royer R-121, a nastro
  • Sennheiser MD 441-U
  • Sennheiser MD 421 II ×2
  • Shure SM57 ×2, SM58
  • DI Rupert Neve RNDI-S ×2
  • DI stereo Warm Audio WA-DI-A2

Preamplificatori

  • API 3124V, quattro canali
  • Avalon VT-737SP
  • Universal Audio 6176 ×2
  • Neve 1073DPX, due canali
  • Harrison 32Classic
  • SSL Revival 4000 ×2
  • Cranborne Camden 500 ×2
  • Elysia Skulpter 500
  • Rupert Neve 511, Burl B1
  • Maag PREQ2
  • Chandler TG2, Germanium

Dinamica

  • Empirical Labs Distressor ×2
  • Empirical Labs Fatso
  • Antelope A4-1B ×2
  • Rupert Neve 535 ×2
  • SSL Bus Comp Classic
  • API 2500+
  • Elysia Xmax
  • Elysia Nvelope

Equalizzatori e colore

  • Manley Massive Passive
  • Wes Audio Prometheus
  • Maag EQ4 ×2
  • Rupert Neve 551 ×2
  • Rupert Neve 542 ×2, nastro
  • Looptrotter Sa2rate 2
  • SPL BiG, immagine stereo
  • Bricasti M7, riverbero

Somma analogica

API ASM164: otto stem stereo sommati in analogico, poi SSL Bus Comp Classic, API 2500+, SSL Fusion e conversione Burl B2.

Outboard in insert

Otto anelli dedicati: l’outboard entra sulla traccia come un plug-in, con il ritardo compensato.

Strumenti: Moog Messenger, Arturia KeyLab Essential 88 mk3.

Mastering

  1. Manley Variable Mu
  2. SSL Fusion
  3. Bettermaker Mastering EQ
  4. Bettermaker Mastering Compressor
  5. Bettermaker Mastering Limiter
  6. Burl B2 Bomber ADC

Conversione e clock

Burl B2 Bomber e Burl B16, Apogee Symphony I/O MkII, Avid MTRX Studio; clock Antelope OCX HD.

Richiamo

I tre Bettermaker si salvano con la sessione: una revisione riparte dalle stesse impostazioni.

Alternative di carattere

API 2500+, Elysia Nvelope e Xmax, Looptrotter Sa2rate 2, a seconda del materiale.

Trasferimenti d’archivio

Bobine

  • Revox A700, 2 e 4 tracce
  • Revox B77 MK II, 2 e 4 tracce
  • Revox PR99 MK III
  • Akai GX-625

Cassette

  • Studer A721
  • Teac W-995RX
  • AIWA XK-007
  • Tascam CD-A580

Digitale e dischi

  • Sony DAT 59ES
  • Sony MiniDisc MDS-JB920
  • Sony CDP X559ES
  • Tascam CD-RW402, CD400U
  • Technics SL-1200 Mk2 ×2
Fotografia d’archivio: scaffali pieni di cilindri fonografici in una sala della Library of Congress, con un uomo chino su un fonografo.
Robert Winslow Gordon tra i cilindri di cera dell’Archive of Folk Song, Library of Congress, anni Trenta. Foto Harris & Ewing, Library of Congress.

Originali di valore

Conversione di classe mastering con il Burl B2, la stessa usata per le stampe dei mix.

In parallelo alla ripresa

La zona d’archivio è separata acusticamente: un nastro si digitalizza mentre in sala si registra.

Quattro sistemi, un solo volume

Si cambia sistema con un tasto, senza che cambi il livello d’ascolto: l’allineamento è nel profilo d’ascolto, non nelle orecchie di chi confronta.

Livello d’ascolto

Uguale su tutti e quattro: cambia il diffusore, non il volume.

Augspurger Duo 8 · Sub 15

L’ascolto principale, con due subwoofer.

Quested V2104 · SB10R

Il secondo riferimento, con subwoofer.

Neumann KH 150 · KH 750

Il campo vicino di precisione, con subwoofer.

Yamaha NS-10M

Il controllo classico della gamma media.

Fotografia d’archivio: in una fabbrica, un operaio mostra il cono di un altoparlante tra pile di coni appena verniciati.
Collaudo finale di un altoparlante, Washington, 1925 circa. National Photo Company, Library of Congress.

Cuffie

STAX SR-4070 elettrostatica; Meze 109 Pro con Elysia Xpector.

Misura

RTW TouchMonitor 5, Bettermaker Meterbox, analizzatori di spettro, microfono di misura Earthworks M23.

Controllo

Si cambia sistema dalla console o dal controller, con un solo volume per tutti.

L’ultimo ascolto, come a casa

In una stanza a parte, un impianto domestico di alta gamma collegato alla regia in digitale: l’ultimo controllo prima della consegna.

Diffusori
Bowers & Wilkins Signature Diamond
Amplificazione
CH Precision A1.5
Sorgente digitale
Linn Klimax DSM/3 con Utopik
Vinile
Linn Sondek LP12-50 con Urika 2
SACD e CD
Esoteric K-03XD
Cuffia
Final D8000 Pro con Pass Labs HPA-1
Rete elettrica
IsoTek EVO3 Aquarius

Vieni a sentire lo studio

Visite e ascolti su appuntamento. Porta un brano che conosci bene: lo ascoltiamo insieme sui sistemi della regia e in sala di riferimento.

Indirizzo
Via Plinio
20129 Milano
Indicazioni su Google Maps
Fotografia d’archivio dell’Ottocento: un palazzo barocco all’angolo di Corso Venezia a Milano, con la via che prosegue in prospettiva.
Corso Venezia, Milano, tra il 1860 e il 1890. Library of Congress.

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